Il Parco archeologico Città del Tufo comprende tre aree principali nel territorio di Sorano: la necropoli etrusca di Sovana, l’insediamento rupestre di San Rocco e quello medievale di Vitozza. Non coincide quindi soltanto con la Tomba Ildebranda o con la necropoli, ma riunisce siti diversi per epoca, paesaggio e tipo di visita.
Per una prima esperienza conviene scegliere la necropoli di Sovana, dove si concentrano le tombe monumentali e alcune delle Vie Cave più spettacolari. San Rocco è indicato per una passeggiata panoramica vicina a Sorano, mentre Vitozza richiede più tempo ed è adatta a chi vuole unire archeologia, rovine medievali e cammino nel bosco. Visitare tutte e tre le aree nella stessa giornata è possibile solo con soste molto rapide: per conoscerle con calma sono preferibili due giorni.
Che cos’è il Parco archeologico Città del Tufo

Il Parco è un sistema archeologico e paesaggistico diffuso, istituito nel 1998 per valorizzare le testimonianze storiche presenti tra Sovana, Sorano e San Quirico. Il territorio è caratterizzato dal tufo, una roccia vulcanica relativamente facile da scavare che nei secoli è stata utilizzata per creare tombe, strade, abitazioni, cantine, colombari e ambienti di servizio.
Le testimonianze più evidenti appartengono alla civiltà etrusca, soprattutto nella necropoli di Sovana e lungo le Vie Cave. Il Parco conserva però anche fortificazioni, edifici religiosi e insediamenti rupestri di epoca tardoantica e medievale. La sua importanza nasce proprio dalla sovrapposizione di periodi diversi, visibili all’interno dello stesso paesaggio.
Le aree non sono raccolte dietro un unico ingresso. Sono distribuite nel comune di Sorano e richiedono spostamenti in automobile, seguiti da percorsi a piedi. Prima della visita bisogna quindi scegliere quali settori raggiungere, verificare gli accessi e considerare le condizioni dei sentieri.
Le aree del Parco
La necropoli etrusca di Sovana è l’area più strutturata e monumentale. Comprende diversi settori funerari, tombe scavate nel tufo e percorsi rupestri come il Cavone e la Via Cava di San Sebastiano. È la scelta più adatta per una prima visita e quella che richiede normalmente un biglietto d’ingresso.
San Rocco si trova vicino a Sorano, sopra una terrazza naturale affacciata sul borgo e sulla valle del fiume Lente. Il sito unisce ambienti rupestri, una piccola chiesa, un belvedere e una Via Cava che scende verso il fondovalle.
Vitozza sorge invece nei pressi di San Quirico. È un insediamento molto esteso, formato da oltre duecento grotte, resti di castelli, edifici religiosi e tracce dell’abitato medievale. La visita ha un carattere più escursionistico e richiede più tempo rispetto a San Rocco.
Le tre aree non sono intercambiabili: Sovana privilegia l’archeologia etrusca, San Rocco il paesaggio rupestre e Vitozza l’insediamento medievale.
Necropoli etrusca di Sovana
La necropoli si trova fuori dal centro storico di Sovana, lungo la strada provinciale in direzione di San Martino sul Fiora. L’area archeologica è immersa nella vegetazione e si sviluppa attraverso sentieri che collegano tombe monumentali, sepolture minori e profonde incisioni nel tufo.
Il sito testimonia l’importanza raggiunta dall’antica Suana in epoca etrusca. Le tombe più elaborate riproducono elementi dell’architettura templare, con colonne, podi, frontoni e decorazioni scolpite direttamente nella roccia. Molte strutture visibili oggi hanno perso una parte dell’aspetto originario a causa dell’erosione del tufo e delle trasformazioni avvenute nei secoli.
La necropoli comprende settori distinti, tra cui Poggio Felceto, Poggio Prisca, Sopraripa e Poggio Stanziale. Il percorso permette di osservare differenti tipologie funerarie, dalle tombe a tempio a quelle a dado, semidado ed edicola.
Per capire anche il patrimonio urbano medievale è utile consultare la guida su cosa vedere a Sovana, mantenendo separate la visita del borgo e quella dell’area archeologica.
Insediamento rupestre di San Rocco
San Rocco occupa un pianoro tufaceo affacciato su Sorano e sulla valle del Lente. La posizione regala uno dei panorami più completi sul borgo, con la Fortezza Orsini, il Masso Leopoldino e le case costruite lungo la rupe.
L’area comprende numerosi ambienti scavati nella roccia. Alcuni furono utilizzati in epoca etrusca come luoghi di sepoltura, mentre altri assunsero funzioni abitative durante l’Alto Medioevo. All’ingresso si trova una piccola chiesa dedicata a San Rocco, che conserva un altare con un affresco seicentesco della Madonna con il Bambino.
Dal pianoro parte un sentiero che raggiunge la Via Cava di San Rocco. Il tracciato attraversa pareti tufacee ricoperte da muschi e licheni e scende verso il fondovalle. La passeggiata può diventare scivolosa dopo la pioggia e richiede scarpe con buona aderenza.
San Rocco è la soluzione migliore per chi dispone di una o due ore e vuole combinare archeologia, natura e panorama senza affrontare il percorso più lungo di Vitozza.
Insediamento rupestre di Vitozza
Vitozza si raggiunge da San Quirico, frazione situata a pochi chilometri da Sorano. Dal punto di accesso si prosegue a piedi attraverso un ambiente boscoso che nasconde grotte, fortificazioni, ruderi di chiese e resti dell’antico abitato.
L’insediamento si sviluppò soprattutto a partire dall’XI secolo in una posizione strategica sopra la vallata del Lente. Il percorso incontra ciò che rimane di due castelli medievali, edifici religiosi e oltre duecento grotte scavate nel tufo, utilizzate nel tempo come abitazioni, stalle, magazzini e ambienti per l’allevamento.
Alcune cavità presentano nicchie regolari interpretate come colombari. Altre sono organizzate su più livelli o conservano elementi che aiutano a riconoscerne la funzione domestica e agricola.
La natura ha progressivamente inglobato le rovine, rendendo Vitozza uno dei siti più affascinanti ma anche meno immediati del Parco. Non è una breve area museale: occorre considerarla come una vera escursione, con almeno due o tre ore disponibili e un’attrezzatura adatta al cammino.
Cosa vedere nella necropoli di Sovana
La Tomba Ildebranda è il monumento più famoso della necropoli. Risale al III-II secolo a.C. ed era concepita come un tempio monumentale scavato nella parete tufacea, con podio, colonne e decorazioni policrome. Il nome venne assegnato dagli scopritori in omaggio a Ildebrando di Soana, futuro papa Gregorio VII, ma non esiste un collegamento storico tra il pontefice e la sepoltura.
La Tomba dei Demoni Alati conserva parti di un complesso apparato figurativo, tra cui un demone marino e la rappresentazione del defunto. La Tomba della Sirena è una sepoltura a edicola caratterizzata da un frontone scolpito, mentre la Tomba Pola mostra ciò che resta di una struttura originariamente dotata di più colonne.
Il percorso attraversa anche tombe a dado, falsodado e semidado, utili per comprendere la varietà delle architetture funerarie etrusche. Non è necessario conoscere ogni monumento prima dell’arrivo: i pannelli e una visita guidata aiutano a leggere elementi che potrebbero sembrare semplici pareti di roccia.
È meglio dedicare almeno due ore alla necropoli, senza limitarsi alla sola Tomba Ildebranda.
Le Vie Cave
Le Vie Cave sono profonde strade scavate nel tufo, collegate agli insediamenti e alle necropoli dell’area. La loro funzione originaria non è ancora definita con certezza: potevano essere vie di comunicazione, percorsi cerimoniali o sistemi utilizzati anche per la gestione dell’acqua.
Alcuni tracciati raggiungono pareti alte più di venti metri. Nella zona di Sovana, la Via Cava di San Sebastiano è particolarmente spettacolare per l’altezza e la strettezza delle pareti, mentre il Cavone presenta un tracciato più ampio e si estende per oltre un chilometro. San Rocco possiede una propria Via Cava, collegata al pianoro che domina Sorano.
Camminare in questi corridoi significa passare rapidamente dalla luce al sottobosco, con temperature spesso più fresche rispetto alle aree aperte. Il fondo può essere umido, coperto di foglie o fangoso.
Le Vie Cave non vanno affrontate come semplici passeggiate urbane. Prima di entrare occorre valutare il meteo, l’ora del tramonto e le condizioni del percorso, evitando deviazioni non segnalate e tratti isolati quando il terreno è instabile.
Quale percorso scegliere
Chi visita il Parco per la prima volta dovrebbe scegliere la necropoli etrusca di Sovana, perché riunisce tombe monumentali, Vie Cave e un percorso organizzato. Due o tre ore sono sufficienti per vedere i monumenti principali senza correre.
San Rocco è indicato per chi soggiorna a Sorano o dispone di poco tempo. Il belvedere e gli ambienti rupestri possono essere osservati con una passeggiata breve; la discesa nella Via Cava richiede invece tempo aggiuntivo.
Vitozza è la scelta più adatta agli escursionisti e a chi ha già visitato Sovana. Il percorso è più lungo, meno concentrato e basato sull’esplorazione graduale delle grotte e delle rovine medievali.
Con una giornata intera si può abbinare la necropoli di Sovana a San Rocco. La combinazione tra necropoli e Vitozza è più impegnativa e lascia poco spazio ai borghi. Visitare tutte e tre le aree nello stesso giorno riduce eccessivamente ogni tappa e comporta continui spostamenti.
Quanto tempo dedicare alla visita
La necropoli di Sovana richiede almeno due ore, ma tre ore permettono di osservare le tombe con calma e percorrere una parte delle Vie Cave. Una visita guidata o un itinerario più lungo possono estendere ulteriormente la permanenza.
Per San Rocco è sufficiente circa un’ora se ci si limita al pianoro, alla chiesa e al belvedere. Aggiungendo la Via Cava è meglio prevedere due ore, tenendo conto del ritorno e dei dislivelli.
Vitozza richiede da due a quattro ore in base alla distanza percorsa. Chi vuole raggiungere i castelli, le chiese, le principali grotte e i settori più lontani deve riservare almeno mezza giornata.
Un giorno può quindi essere organizzato tra necropoli di Sovana e San Rocco. Per visitare anche Vitozza senza fretta sono preferibili due giornate. Il tempo va calcolato separatamente da quello necessario per i centri storici di Sovana e Sorano.
Biglietti e orari
Aggiornamento: luglio 2026. Il sito ufficiale del Parco indica per la necropoli di Sovana, nel periodo principale di apertura, un orario continuato dalle 10:00 alle 19:00, con ultimo ingresso alle 18:00. Le aperture cambiano durante autunno e inverno e possono concentrarsi nei fine settimana o nei periodi festivi.
L’ingresso regolamentato con biglietteria riguarda soprattutto la necropoli di Sovana. Le modalità di accesso a San Rocco e Vitozza possono seguire regole differenti, legate alla stagione, agli interventi di manutenzione e alle condizioni dei percorsi.
Le tariffe pubblicate da portali esterni non sono sempre concordanti e possono riferirsi ad anni o formule diverse. Per evitare informazioni errate, prezzi, riduzioni e biglietti cumulativi devono essere controllati sul sito ufficiale o contattando il Parco prima della partenza.
I contatti riportati dalla rete Musei di Maremma sono 0564 614074 e 0564 633099, con indirizzo e-mail info@leviecave.it. Le visite guidate e le attività didattiche possono richiedere prenotazione.
Abbigliamento e difficoltà dei sentieri
Per visitare il Parco sono consigliate scarpe da trekking leggere o calzature con suola antiscivolo. Sneakers lisce, sandali e scarpe aperte sono poco adatti a fango, foglie bagnate, rocce e gradini irregolari.
La necropoli presenta sentieri, dislivelli e passaggi scavati nel tufo. San Rocco comprende una discesa verso la Via Cava, mentre Vitozza richiede un cammino più lungo nel bosco. Nessuna delle tre aree deve essere affrontata come un percorso urbano completamente pianeggiante.
È utile portare acqua, protezione solare, repellente per insetti e una giacca leggera. Le Vie Cave possono essere fresche e umide anche quando all’esterno fa caldo. Dopo piogge intense alcuni tratti diventano scivolosi o difficili da percorrere.
La necropoli di Sovana è indicata dalla rete museale come non accessibile alle persone con disabilità motoria. Chi ha mobilità ridotta dovrebbe contattare il Parco per conoscere eventuali punti panoramici o settori raggiungibili con minori difficoltà.
Come arrivare e dove parcheggiare
La necropoli di Sovana si trova lungo la strada provinciale che collega il borgo a San Martino sul Fiora. L’ingresso dispone di un centro di accoglienza e di un’area di sosta dalla quale iniziano i percorsi archeologici. La posizione è separata dal parcheggio del centro storico di Sovana.
San Rocco si raggiunge lungo la strada provinciale nei pressi di Sorano. L’area si trova sul pianoro opposto al borgo e dispone di spazi esterni dai quali si accede al belvedere e al sentiero rupestre.
Per Vitozza bisogna arrivare a San Quirico e seguire le indicazioni per l’insediamento. L’ultimo tratto viene percorso a piedi e conduce progressivamente nel bosco verso grotte e rovine.
L’automobile è il mezzo più pratico per collegare le tre aree. I tempi del navigatore vanno aumentati per considerare strade collinari, parcheggio e tratti pedonali. È meglio salvare preventivamente le singole destinazioni, perché cercare soltanto il nome generale del Parco può condurre alla sede informativa anziché all’ingresso desiderato.
Visita con bambini
Il Parco può essere interessante per i bambini, soprattutto quando la visita viene presentata come un’esplorazione tra tombe, grotte e strade scavate nella roccia. La necropoli di Sovana è la scelta più semplice per una prima esperienza, grazie ai monumenti riconoscibili e al percorso organizzato.
La durata deve essere adattata all’età. Con bambini piccoli è preferibile limitarsi alle tombe principali e a un tratto breve di Via Cava, evitando di aggiungere nello stesso giorno anche San Rocco o Vitozza.
Vitozza è più adatta a bambini abituati a camminare. Il sentiero, i dislivelli e la distanza tra i punti d’interesse possono diventare faticosi, soprattutto con caldo o terreno bagnato.
Passeggini tradizionali non sono indicati per la maggior parte dei percorsi. Servono scarpe chiuse, acqua, cappello e sorveglianza costante vicino a pareti, aperture rupestri e gradini. Una visita guidata può rendere le testimonianze archeologiche più comprensibili e coinvolgenti.
Cosa vedere nei dintorni
Sovana è la località più vicina alla necropoli e merita una visita autonoma per Piazza del Pretorio, Santa Maria Maggiore, il Museo di San Mamiliano e il Duomo. La guida su cosa vedere a Sovana approfondisce il borgo senza duplicare il percorso archeologico.
Sorano può essere abbinata a San Rocco e offre Fortezza Orsini, Masso Leopoldino, vicoli e terrazze panoramiche. L’articolo per visitare Sorano permette di organizzare la passeggiata nel centro storico.
Pitigliano completa l’area delle Città del Tufo con il suo acquedotto mediceo, il quartiere ebraico e le case costruite sulla rupe.
Chi parte dalla zona termale può seguire l’itinerario da Saturnia alle Città del Tufo oppure consultare la guida su cosa vedere vicino Saturnia. Il Parco va inserito come tappa dedicata, evitando di sommarlo a tre borghi nella stessa giornata.
Domande frequenti
Il Parco archeologico Città del Tufo coincide con la necropoli di Sovana? No. Il Parco comprende la necropoli etrusca di Sovana, l’insediamento rupestre di San Rocco e Vitozza.
Qual è l’area più importante da visitare? Per una prima visita è consigliata la necropoli di Sovana, dove si trovano la Tomba Ildebranda, altre tombe monumentali e diverse Vie Cave.
Quanto dura la visita alla necropoli? Servono almeno due ore. Tre ore permettono di vedere le tombe principali e percorrere i sentieri con maggiore calma.
Si possono visitare tutte le aree in un giorno? È tecnicamente possibile, ma poco pratico. La combinazione più equilibrata comprende necropoli di Sovana e San Rocco; Vitozza merita almeno mezza giornata.
La Tomba Ildebranda è collegata a papa Gregorio VII? No. Il nome fu scelto dagli scopritori in omaggio a Ildebrando di Soana, ma la sepoltura è di epoca etrusca e molto precedente.
Le Vie Cave sono difficili? La difficoltà varia in base al percorso e al meteo. Il fondo può essere umido, fangoso e irregolare, quindi servono scarpe con buona aderenza.
Il Parco è adatto ai bambini? Sì, scegliendo un itinerario breve e sorvegliando i minori vicino a gradini, pareti e grotte. La necropoli è generalmente più semplice di Vitozza.
È necessario prenotare? L’ingresso ordinario può non richiedere prenotazione, mentre visite guidate e attività didattiche vanno verificate con il Parco. Orari e accessi stagionali devono essere controllati prima della partenza.
