Itinerario Islanda sette giorni in auto

Un itinerario Islanda sette giorni funziona bene se si accetta un compromesso: in una settimana si può percorrere la Ring Road e vedere paesaggi molto diversi, ma senza trasformare ogni giornata in una corsa. Il percorso più equilibrato parte e termina a Reykjavík, segue l’anello in senso antiorario e concentra le soste nei luoghi accessibili con un’auto normale tra tarda primavera e inizio autunno.

L’Islanda è più grande di quanto sembri sulle mappe e il meteo può allungare gli spostamenti. Le distanze non sono enormi in termini assoluti, ma vento, pioggia, strade strette e soste fotografiche richiedono margine. Per questo l’itinerario qui proposto privilegia tappe realistiche, con pernottamenti già distribuiti lungo il percorso.

Prima di partire: auto, stagione e ritmo del viaggio

Itinerario Islanda sette giorni in auto

Per completare l’anello stradale in sette giorni serve un’auto a noleggio e conviene prenotarla con anticipo, soprattutto nei mesi tra giugno e agosto. La Ring Road, identificata come Strada 1, è asfaltata e generalmente percorribile con una vettura a due ruote motrici. Un 4×4 diventa utile se si vogliono affrontare strade sterrate secondarie, ma non autorizza a entrare sulle piste F: sono percorsi interni soggetti a regole specifiche, spesso con guadi, e richiedono veicoli adatti.

L’estate offre molte ore di luce e condizioni più semplici, ma anche prezzi elevati e strutture ricettive che si riempiono rapidamente. In inverno questo itinerario non è consigliabile nella sua versione completa: il rischio di chiusure, ghiaccio e tempeste rende preferibile fermarsi nel sud-ovest dell’isola, lasciando più giorni di margine.

Un dettaglio pratico fa la differenza: rifornite quando il serbatoio è ancora a metà, in particolare nei tratti orientali e settentrionali. Portate abbigliamento impermeabile e a strati, scarpe con buona suola e una borraccia. Anche a luglio, il vento vicino alle cascate e alle spiagge può essere molto freddo.

Itinerario Islanda di sette giorni: il percorso consigliato

Giorno 1: Reykjavík e Penisola di Reykjanes

Dall’aeroporto di Keflavík a Reykjavík il tragitto dura circa 45 minuti. Se l’atterraggio è al mattino, dedicate le prime ore alla capitale: il porto, il centro raccolto, la chiesa Hallgrímskirkja e le vie intorno a Laugavegur sono facili da visitare a piedi.

Nel pomeriggio esplorate la Penisola di Reykjanes, caratterizzata da campi di lava, scogliere e aree geotermiche. La Laguna Blu può essere inserita in questa giornata, ma richiede prenotazione e incide sul budget. In alternativa, una passeggiata lungo la costa di Garður o nella zona geotermica di Krýsuvík offre un primo contatto con i paesaggi vulcanici senza vincoli di orario. Pernottamento a Reykjavík o a Selfoss, se volete guadagnare strada per l’indomani.

Giorno 2: Circolo d’Oro e costa sud fino a Vík

Il Circolo d’Oro riunisce tre tappe molto note, ma merita comunque una giornata se organizzato nell’ordine giusto. Þingvellir è il luogo dove si incontrano storia islandese e geologia: qui si osserva la frattura tra le placche tettoniche e si visita l’area dell’antico parlamento.

Proseguite verso Geysir per vedere Strokkur, il geyser che erutta con regolarità, poi raggiungete Gullfoss, una cascata ampia e potente. Da qui la strada punta verso sud. Le cascate Seljalandsfoss e Skógafoss sono entrambe da inserire, tenendo conto che la prima permette, condizioni permettendo, di camminare dietro il salto d’acqua.

Arrivate a Vík nel tardo pomeriggio. La spiaggia nera di Reynisfjara è spettacolare, con colonne di basalto e faraglioni al largo, ma va affrontata con prudenza: le onde dell’Atlantico possono essere improvvise e pericolose. Non superate mai i limiti indicati e mantenete una distanza ampia dal mare. Pernottamento a Vík o nei dintorni.

Giorno 3: Skaftafell e laguna glaciale di Jökulsárlón

Questa è una delle giornate più scenografiche dell’intero viaggio. La prima parte attraversa le distese laviche di Eldhraun e le ampie pianure glaciali del sud-est. A Skaftafell, nel Parco nazionale del Vatnajökull, potete scegliere un’escursione breve verso la cascata Svartifoss, nota per le pareti di basalto scuro. Calcolate almeno due ore tra cammino e soste.

Nel pomeriggio arrivate a Jökulsárlón, laguna dove gli iceberg si staccano dal ghiacciaio Breiðamerkurjökull e galleggiano verso il mare. Poco oltre, Diamond Beach raccoglie blocchi di ghiaccio sulla sabbia nera: l’aspetto cambia rapidamente in base a marea, luce e stagione.

Dormire nella zona di Höfn consente di spezzare bene il viaggio. Le camere sono costose e meno numerose rispetto alla capitale, quindi è una delle prenotazioni da fare per prime.

Giorno 4: fiordi orientali e Seyðisfjörður

La tappa tra Höfn ed Egilsstaðir richiede tempo, anche se i chilometri non sembrano molti. La strada costeggia fiordi, supera passi e attraversa piccoli villaggi di pescatori. Non cercate di aggiungere troppe deviazioni: questa parte dell’Islanda va apprezzata rallentando, con soste nei punti panoramici e lungo le spiagge deserte.

Seyðisfjörður, raggiungibile con una deviazione da Egilsstaðir, è uno dei centri più piacevoli dell’est. Le case colorate, la chiesa e il fiordo stretto ne fanno una sosta adatta a chi cerca un’atmosfera più tranquilla rispetto ai luoghi iconici della costa sud. Se preferite ridurre le curve di montagna, pernottate direttamente a Egilsstaðir.

Giorno 5: Dettifoss, area di Mývatn e Húsavík

Da Egilsstaðir dirigetevi verso nord, in direzione del lago Mývatn. La deviazione per Dettifoss richiede attenzione alle condizioni della strada scelta, ma la cascata merita lo spostamento: è una massa d’acqua imponente, immersa in un paesaggio quasi lunare.

L’area di Mývatn concentra fenomeni geologici molto diversi in pochi chilometri. Hverir è una zona di fumarole, fango ribollente e colori minerali; Dimmuborgir offre invece sentieri tra formazioni laviche. Chi ha energia può salire sul cratere Hverfjall, un percorso esposto al vento ma con una vista aperta sul lago.

Pernottate a Mývatn oppure a Húsavík. Quest’ultima è più comoda se volete partecipare a un’uscita per l’avvistamento delle balene il mattino successivo, attività soggetta alle condizioni del mare e senza garanzia di incontri.

Giorno 6: Akureyri e penisola di Snæfellsnes

La giornata è lunga, ma fattibile partendo presto. Attraversate Akureyri, il principale centro del nord, e fate una breve sosta nel suo centro o al giardino botanico. Poi seguite la Ring Road verso ovest, con possibili soste a Goðafoss e lungo il fiordo Skagafjörður.

L’obiettivo è arrivare nella penisola di Snæfellsnes per la notte, idealmente tra Grundarfjörður e Stykkishólmur. Questa zona riassume molti paesaggi islandesi in scala ridotta: coste frastagliate, montagne, campi lavici, spiagge e piccoli porti. È una tappa impegnativa per le ore di guida, quindi conviene evitare programmi rigidi e scegliere solo una o due soste lungo la strada.

Giorno 7: Snæfellsnes e rientro a Reykjavík

Dedicate la mattina alla penisola. Kirkjufell, vicino a Grundarfjörður, è il punto più fotografato, ma non è l’unica ragione per fermarsi. Meritano anche la spiaggia di Djúpalónssandur, le scogliere di Arnarstapi e i panorami intorno al ghiacciaio Snæfellsjökull, spesso coperto dalle nuvole.

Nel pomeriggio rientrate a Reykjavík, calcolando circa due ore e mezza o tre di strada a seconda della località di partenza e delle soste. Se il volo parte presto il giorno dopo, può essere più pratico dormire vicino a Keflavík. Eviterete di concentrare restituzione dell’auto, trasferimento e controlli aeroportuali nelle prime ore del mattino.

Quanto costa una settimana in Islanda

L’Islanda non è una destinazione economica, soprattutto in alta stagione. Il costo varia molto in base al periodo, alla categoria dell’auto e al tipo di pernottamento, ma la voce più pesante è spesso la somma di noleggio auto e alloggi. Prenotare con diversi mesi di anticipo permette di trovare guesthouse e appartamenti a prezzi più gestibili.

Per contenere le spese, scegliete strutture con cucina e fate una parte della spesa nei supermercati delle città principali. Ristoranti, alcolici e attività organizzate incidono sensibilmente sul budget. Non risparmiate invece su assicurazione adeguata per l’auto, carburante e abbigliamento: sono aspetti che rendono il viaggio più sereno e riducono gli imprevisti.

Sette giorni bastano per vedere l’Islanda più famosa, ma non per conoscerla tutta. Lasciare fuori le Highlands, i trekking più lunghi e i fiordi occidentali non è una rinuncia: è il modo migliore per vivere questo percorso senza guidare sempre di fretta e conservare il tempo per fermarsi quando il paesaggio lo chiede.